Fattoria Rosabella a Montella: Irpinia a misura di famiglia

0
270

Fattoria Rosabella a Montella (AV) è un luogo imperdibile per gli appassionati dell’Irpinia.
Sul web si trova poco: preferisce farsi raccontare da chi la visita e pubblica una foto, ma è molto meglio viverla e farne parte almeno per un giorno. Difficile anche da definire:

  • Una fattoria, ma meglio: un’azienda agricola con molti animali e molta molta campagna
  • Un parco, ma meglio: un bioparco, per la particolarità della flora e della fauna che abita parte dei suoi 10 ettari
  • Una passeggiata nel verde, ma con le ciabatte assieme alle scarpe comode da trekking
  • Una scampagnata, ma con il costume da bagno insieme alla carne da arrostire
  • Una gita fuori porta, con comodo riposino pomeridiano al fresco

Montella: l’Irpinia dell’acqua e delle castagne IGP

Mammarketing goes to Irpinia

Rocce e brillantini! (la prossima volta un paio di scarpe in valigia lo metto, giuro!)

Rolling on the river!

Un territorio sconosciuto sfruttato per accumulare rifiuti. Ma il suo destino era un altro: acquistato da un gruppo di giovani sognatori e imprenditori senza alcuna intenzione di abbandonare la propria terra, è divenuto un luogo di singolare bellezza. E non è stato necessario usare la fantasia, dato che è percorso da un fiume e ricco di cascate che danno origine (oltre all’acquedotto pugliese) a una vegetazione folta e variegata, con angoli suggestivi a fare da guida a un intervento umano rispettoso e poco invadente, che ha visto nascere tavoli, ponticelli, piccole costruzioni che permettessero a più persone possibile di godere di quella natura in maniera semplice e pratica. E così capita di alzare gli occhi al cielo e trovare una scala che unisce due alberi, guardare con attenzione in un’aiuola e trovare sassi dipinti dai bambini venuti in visita prima di noi, oggetti riverniciati che vivono una seconda vita come sgabelli, vasi e portafiori a dare un tocco di colore al bosco, se mai avesse avuto bisogno di un’ulteriore pennellata di magia.

Un progetto ancora in divenire, che ha visto i primi esperimenti nel 2013, un boom di visite e di progetti con le scuole negli ultimi due anni, e che sta mettendo radici sempre più radicate nell’agrifood, negli eventi di disseminazione, condivisione e degustazione che mettono a sistema le specialità di un’intera regione.

Fattoria Rosabella: gita family friendly

Fattoria Rosabella è una valida alternativa al mare o all’area attrezzata di fiducia per una braciata del weekend.
Un luogo adatto a grandi e bambini. Non c’è un’area bimbi, come ho letto in qualche recensione, in cui qualcuno addirittura azzardava un servizio di animazione, probabilmente riferendosi a qualche evento specifico. Cosa può esserci di maggiormente a misura di bambino di un’oasi naturale, un intero parco giochi a cielo aperto dove esplorare, scoprire, saltare, dondolare, osservare da mille punti differenti un fiume? Un fiume mai uguale a se stesso che li attende come un gigantesco cucciolo pronto a farsi cavalcare, a rincorrerli a farsi rincorrere, allegro e dispettoso, che li costringe ad accelerare quando rivela il suo gelido temperamento (o temperatura!) e a rallentare quando li accoglie nel suo letto punzecchiante e doloroso di sassolini e pietre. Che poi i bambini hanno capacità di adattamento incredibili, mentre gli adulti danno il meglio di sé in goffaggine e saltelli. Il fiume si chiama Calore ma non fatevi ingannare perché l’acqua è freddisssssima: sarà per questo che una gita al fiume in comitiva è davvero divertente per tutti!

Da Ariano Irpino siamo arrivati in poco più di un’ora, il navigatore è stato preciso e ci ha fatto passare attraverso strade campestri e boschive, probabilmente scorciatoie, affinché l’iride si abituasse all’esplosione di verde e natura che ci attendeva. Il parcheggio è ampio e comodo e, attraverso un sentiero in discesa è possibile raggiungere il tavolo prenotato, dove lasciare tutto e mettersi comodi. All’arrivo ci hanno chiesto se fosse la nostra prima volta, e di non preoccuparci se tutto ci sembrava grande e dispersivo, perché a fine giornata ci saremmo sentiti come a casa. E così è stato:

  • l’area centrale è quella dedicata al relax, con amache di tante dimensioni, tavolate per gruppi, il bar con spaccio alimentare dove acquistare gli ottimi prodotti dell’azienda agricola (noi avevamo prenotato pane e mozzarella, poi abbiamo integrato con caciocavallo e salumi, ma credo ci siano anche verdure e altri prodotti a km zero che possono essere portati direttamente sulla tavola del proprio picnic!)
  • I tavoli sono comodi, per ognuno c’è un grande ombrellone regolabile e un bbq in pietra per arrostire, nei giorni feriali in dotazione c’è anche la griglia e in caso di necessità il carbone può essere acquistato direttamente in loco.
  • I bagni sono essenziali e decisamente rispettosi dell’ambiente: piccole costruzioni in legno con tetto a punta e finestrelle alte senza vetri per un’areazione naturale, griglia al posto del pavimento, water o turca e lavandini molto puliti.
  • Il castagneto più in alto ospita il fantabosco, dove si incontrano pastori, gnomi, bambine dal cappuccio rosso e casette fatate (tutto realizzato da cooperative di bambini diversamente abili durante le loro visite in fattoria, e per cui è stata inventata la migliore collocazione!).
  • La parte più affascinante è sicuramente l’area della cascata la Maronnella. Un ponticello in legno dà il via all’avventura, per i bambini il percorso è un insieme di adrenalina, novità, sfida del pericolo, scoperta di vegetazione, suoni della natura e colori combinati insieme in modi nuovi. Come entrare nella pagina di un libro di fiabe, diventare un personaggio di un videogioco che deve superare ponti e ostacoli per superare il livello, o un pirata che segue un percorso e cerca i segnali che lo porteranno al tesoro.
    Dopo 10 minuti di risalita del fiume, infatti, lo sforzo è ben pagato: la luce si fa meno intensa perché la vegetazione si fortifica, il rumore dell’acqua che scorre si fa più prepotente, l’aria diventa immediatamente più fresca, come se qualcuno avesse all’improvviso acceso il condizionatore, ed ecco che la cascata si mostra imponente, maestosa ed elegante come un regina sul suo trono che ci stava aspettando. Eppure è sempre in movimento.
    A questo punto non resta che bagnarsi i piedi per arrivare più vicino e ci sono due però:
    il primo, solo i più temerari riusciranno ad arrivare proprio sotto alla cascata o addirittura a scalare i gradoni. Diciamo che i più motivati sono coloro che vogliono immortalare il momento: giovanissimi, coppie alla ricerca del selfie romantico, tedeschi per cui addirittura l’acqua non è poi così fredda, comuni mortali che vogliono togliersi lo sfizio o sfidare se stessi. Come ho fatto io, e qui viene il secondo però: se volete immortalare il momento, affidate lo smartphone solo a persone di fiducia! Peggio di mio marito che mi fa foto c’è solo mio padre che mi fa foto, e che ha ben pensato di usare per la prima volta lo zoom digitale per farmi un primo piano sgranato, incurante del fatto che fossi davanti a una cascata in penombra e non in un qualunque altro posto del mondo. Arggg!
  • Alle 16 un giro in pony per i bambini è stata l’occasione per fare una bella chiacchierata con Gilberto Soriano, il primo giovane sognatore imprenditore di cui vi parlavo all’inizio, che mi ha raccontato qualcosa di più di questo posto magico e ci ha suggerito di andare a visitare il Santuario del Santissimo Salvatore che vedete sulla mia testa. Da 600 a 950 metri di altezza, una terrazza favolosa su un panorama mozzafiato che mostra tutta la verde potenza delle vallate e rende al pellegrino che arriva alla sua meta un premio di calma e quiete che vale tutta la salita. 85 scalini a chiocciola ci hanno portato sul campanile, per un faccia a faccia con la grande campana che sentivamo dalla fattoria con regolarità molto strana. E qui abbiamo scoperto il perché: chiunque può suonare la campana, per i montellesi ogni suono ricorda il santo e l’amore che provano per lui.  Il difficile è proprio suonarla: 300 kg di bronzo per cui servono 4 persone, e per cui è vietato ai minori di 16 anni (c’è veramente il pericolo di volarsene insieme alla fune!)

Una giornata trascorsa in modo piacevole con i bambini che mi sento di promuovere e consigliare. E pensare che noi non eravamo particolarmente attrezzati per trekking o barbecue. 

Fattoria Rosabella coi bambini: 9 cose da sapere

Piccoli boscaioli

Se volete andare alla Fattoria Rosabella con i bambini, vi lascio qualche informazione utile per godervi la giornata senza imprevisti.

  1. Scarpe: vi consiglio vivamente di portare con voi le scarpe per gli scogli, soprattutto per i bambini, che potranno così entrare in acqua senza soffrire e potranno spostarsi su prato, terra, sabbia e brecciolina senza problemi. Non ci sono percorsi che richiedono scarpe da trekking, ma se proprio volete optare per la ciabatta, meglio quella tipo crocks che le infradito!
  2. Bagni: i bagni sono puliti e facilmente raggiungibili. Ricordatevi la carta. Non ho visto fasciatoi ma non credo proprio che ce ne sia bisogno, vista la quantità di tavoli e tavole.
  3. Passeggini: io non ne avevo e non ho approfondito, ma ne ho visti tanti in giro e facendo i giri larghi rinunciando alle scalette come scorciatoie si possono portare fino al fiume. Non si può andare invece con 4 ruote alle cascate.
  4. Fattoria. Di sabato e domenica oltre al giro sul pony c’è la fattoria didattica per i bambini, con attività che spaziano dalla mungitura delle mucche ai giochi con i conigli ai laboratori del formaggio. Bisogna però tenere presente che nel weekend c’è davvero tanta gente, quindi il mio personale consiglio è di lasciare questa attività ad altri momenti e godersi il parco in una giornata con meno caos.
  5. Must have: Nel parco a quanto pare non ci sono zanzare. Niente spray quindi, ma non dimenticate cappellino e protezione solare. Non sono gradite, invece, le palle.
  6. Fresco: Se ordinate formaggi e mozzarelle, potete lasciarli allo spaccio al fresco fino al momento di ripartire. Per le bibite e le borse frigo, niente di più fresco che piazzarle direttamente nel letto del fiume! E sì: l’acqua è davvero fredda, e nonostante questo i bambini non resistono alla tentazione di immergersi. Attenzione, quindi, ai bagni dopo aver mangiato!
  7. Altri percorsi: Esiste anche la possibilità di un’escursione più lunga (60-90 minuti) e con guida fino al ponte dello Chianieddro, ma per gruppi minimi di 20 persone.
  8. Prezzo: Non ho ben capito se ci siano differenze tra feriali e festivi: noi abbiamo pagato 6€ (adulti), 4€ (bambino, gratis sotto i 3 anni), 3€ il parcheggio.
  9. Unghie nere: La felicità dei vostri figli al rientro a casa sarà direttamente proporzionale al nero delle loro unghie. Metteteli in ammollo e abbiate fiducia: prima o poi andrà via.

Foto Gallery

 

Spaventapasseri di benvenuto

Area merenda

 

Dettagli colorati

 

Scugnizzo di fiume

 

Globetrotter in erba e tronchi

 

Relax nell’area relax

 

Il chiosco bar

 

Immersione nella natura

 

Inizia l’avventura verso la cascata

 

Risalendo il fiume Calore

 

Foto ricordo alla cascata!

 

L’ambita meta raggiunta da giovani e meno giovani!

 

Sentieri avventurosi

 

Gita sul pony

 

Sulle nostre teste sorridenti, il Santuario del SS Salvatore, ci sia arriva in 10 minuti di curve e valgono tutte la pena!

 

L’interno del santuario

 

 

L’ultimo sforzo in salita

 

L’enorme terrazza a 958 metri sul livello del mare

 

Vista dal campanile

 

Saluti dalle campane! E alla prossima gita!

Video della giornata

Leave a reply