Le mamme ai tempi del Coronavirus

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mamme coronavirus

Mi piego ma non mi spezzo.
Siamo mamme ai tempi del coronavirus.

Non siamo tuttologhe, infettivologhe, psicologhe, poetesse… siamo madri. E non siamo lavoretti-ane, santo cielo!

Quello che sto imparando da questa situazione è che le parole sono importanti. Non che prima non lo sapessi, ma prima sapevo anche che dovevo lavarmi le mani!

Hanno un peso: e dunque anche usare i social è una scelta pensata, ragionata, meno leggera, pur se di leggerezza vorremmo parlare.

Hanno un valore: POSITIVO in questi giorni è una parola che fa paura. Ma noi siamo sempre noi. Io sono sempre quella che vede tutto con ottimismo, e POSITIVO significa pur sempre positivo.

Sarà che prima dei 40 anni uno si ferma a fare un resoconto, sarà che 40 ha la stessa radice di quarantena, ma a me questo stop spazio-temporale pare davvero positivo:

⭐️Positivo è che il mondo là fuori, grazie a noi qua dentro, guarisca le sue ferite inquinate, quando non si sapeva più come fare.

⭐️Positivo è anche che il nostro mondo interiore guarisca. Stiamo imparando a vivere qui e ora, amare qui e ora, abbracciare qui e ora. Darsi un bacio, stringere una mano o un corpo intero è così scontato che ne abbiamo ricompreso il valore solo ora che ci viene negato.

⭐️Positivo è aver inquadrato le persone: viene fuori l’essenza di ognuno, nel bene e nel male. Anche di noi stessi: il tempo della mascherina ci impone di guardarci senza maschere. Ogni volta che abbiamo detto “se avessi tempo…”. Ecco: facci vedere cosa fai con quel tempo che all’improvviso è tuo davvero. La tua occasione, la tua rivalsa, la tua opportunità di rimettere a posto le cose. Non solo in casa, ma verso un futuro no excuse, dove tutti ripartiremo senza svantaggi organizzativi.

⭐️Positivo è il senso civico maturato in ognuno di noi. Sembra un controsenso, visto il menefreghismo dilagante e la naturale predisposizione a considerarsi un’eccezione. Sai che c’è? Né io né te siamo così speciali da non essere parte del cerchio. E anche i più refrattari hanno dovuto fare i conti con un concetto semplice semplice: per farsi al più presto gli affari propri, bisogna collaborare con gli altri. Che paradosso!

⭐️Così come paradossale e ironico e positivo è stato finire da un giorno all’altro nei panni di chi mai avremmo pensato. Di chi vive in casa ogni giorno, di chi è malato e vive quotidianamente nell’angoscia di conoscere il suo destino, di chi si prende cura di qualcuno che non può e non deve essere contagiato. Così come nei panni di chi è partito da dove non poteva per arrivare dove non doveva. Proprio in quei panni che abbiamo giudicato e trattato con superiorità.

⭐️Positivo è il progresso che è diventato parte delle vite e delle aziende: smartworking, didattica digitale e creativita di tante aziende, sono da ora a disposizione del nostro prossimo futuro, per rialzarci più forti che mai.

⭐️Positivo è il tempo nuovo che trascorro con i miei figli. Difficile, estenuante ma rinnovato: un dono. A cosa li stiamo preparando con mille idee dentro 4 mura, se non a un futuro migliore, pieno di desideri e di nostre passioni? E’ così, è il lato positivo di ogni tragedia: l’istinto di sopravvivenza, la speranza che germoglia, le promesse di un domani strettamente vincolato all’oggi. Il letame da cui nascono fior.

#andràtuttobene

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