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Glibbi, la nuova frontiera del bagnetto nel blob

Mammarketing 27 maggio 2016
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20160527_105804Quando compro un regalo per un amico di Matteo, non riesco a non prendere qualcosa anche per lui. Sia un libro, sia un giocattolo, al massimo mi contengo sull’abbigliamento.

E così ieri mentre sceglievo un pack di Kinetic Sand (lo sapete che l’adoro e ve la consiglio come regalo graditissimo per un bimbo o una bimba di 3 anni), ho visto lui, proprio nello stesso reparto, e il marketing ha fatto il suo lavoro, perché avevo letto qualcosa a proposito proprio il giorno prima. Lui, il Glibbi, l’ultima frontiera del bagnetto. Dopo la sabbia cinetica, nemmeno Amelie che tuffa la mano in un sacco di legumi, o rompe la crosticina della creme brulée con la punta del cucchiaino, o che si dedica a qualunque altro piccolo piacere può reggere il confronto!

E così l’ho preso e portato a casa con me. Del colore verde, il preferito di Matteo.

Si tratta di una polvere da sciogliere nell’acqua del bagnetto, che ha una reazione magica e in 5-10 minuti si trasforma in un blob, un concentrato viscido di palline gommose in cui i bambini si possono immergere e da cui non vorrebbero più uscire.

 

Dopo che il Glibbi si è manifestato nella sua essenza e consistenza magica, è necessario richiamarlo nel suo mondo con l’aiuto del suo antagonista, una polverina bianca (per gli adulti posso dire che si tratta di cloruro di sodio, nemico del primo, il sodio poliacrilato), che sempre in 5-10 minuti, agisce e lo ritrasforma in liquido, pronto per essere lasciato andare in un tubo di scarico senza intasare. Come in Cenerentola, a un certo punto l’effetto della magia svanisce e la carrozza ritorna zucca.

Il dubbio che mi viene da genitore è la sicurezza di un prodotto come questo. Certo che è testato dermatologicamente, anche se qualcuno in casa avrebbe dato testate a me per averlo comprato 🙂 . Naturalmente per l’acquisto di giochi simili mi baso sulla presenza del  marchio di conformità CE, e sulle dichiarazioni presenti nel foglio di accompagnamento. In questo caso si dichiara che è composto da ingredienti non inquinanti e delicati sulla pelle, senza sostanze irritanti, senza profumi sintetici, senza conservanti, non intasante gli scarichi e testato dermatologicamente.

Io mi ritengo una mamma attenta e informata, ma anche abbastanza sportiva da concederci qualche sgarro ogni tanto, come la Nutella. Una volta letto tutte le istruzioni relative a norme e sicurezza, dopo averne provato una piccola quantità per studiarne aspetto e consistenza, e dopo aver visto che non causava alcuna reazione allergica, ho fatto tranquillamente sguazzare Matteo in quel blob verde, e si è divertito molto! Lui ama il momento del bagnetto, anche se ultimamente ci sono giorni in cui non ha voglia di farlo, e così questo gioco mi è sembrato un simpatico modo di ricucire il suo rapporto con la vaschetta. In realtà non è corretto parlare di bagnetto, perché poi il bambino va definitivamente lavato in doccia o in un’altra vasca per usare sapone e shampoo.

Quindi cosa ne penso io, con il mio personale parere da mamma?

Ormai si moltiplicano le occasioni di acquisto di regali per i propri bambini e per i loro amici, e già dopo i 3 anni ci si rende conto di aver già regalato di tutto. Cos’altro ci si può inventare per il prossimo compleanno? Ed ecco che il mercato del giocattolo si apre a nuove possibilità, per offrire un ventaglio di scelta più ampio possibile.

Io non lo ricomprerei, non per motivi legati alla sicurezza, ma nel senso che è un prodotto che acquisto una volta, mi tolgo lo sfizio e via. Nella scatola ci sono due confezioni: la prossima la userò in una piscinetta in vacanza, oppure semplicemente per giocarci con un secchiello, senza necessariamente immergersi.

Nel complesso mi sembra un gioco come tanti altri, sulla scia di quelli che prevedono reazioni chimiche di base, o come i braccialetti fluo, o come i più comuni trucchi e tatuaggi che si vedono nelle feste. Per dirne una, da poco Matteo è stato a un compleanno, lo hanno truccato per la prima volta al truccabimbi con prodotti dichiarati professionali e atossici, e il giorno dopo ha avuto per diverse ore la fronte arancione e la pelle irritata. Insomma può capitare, ma non farei di tutta l’erba un fascio.

Voi conoscete Glibbi? Lo avete già provato? E come vi comportate di fronte a prodotti che comportano il contatto diretto con la pelle del bambino e dichiarano un pericolo, seppur minimo, di reazione e ipersensibilità cutanea?

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